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<?php
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namespace Faker\Provider\it_IT;
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class Text extends \Faker\Provider\Text
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{
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    /**
8
     * The Project Gutenberg EBook of Una notte bizzarra, by Anton Giulio Barrili
9
     *
10
     * This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
11
     * almost no restrictions whatsoever.  You may copy it, give it away or
12
     * re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
13
     * with this eBook or online at www.gutenberg.org
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     *
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     * Title: Una notte bizzarra
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     * Author: Anton Giulio Barrili
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     * Release Date: August 8, 2009 [EBook #29636]
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     * Language: Italian
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     *
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     * *** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA NOTTE BIZZARRA ***
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     *
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     *
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     * Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the
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     * Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
25
     * (This file was produced from images generously made
26
     * available by The Internet Archive/Canadian Libraries)
27
     *
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     *
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     * CAPITAN DODERO
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     *
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     * UNA NOTTE BIZZARRA
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     *
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     * NOVELLE DI ANTON GIULIO BARRILI
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     *
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     * Settima edizione.
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     *
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     * MILANO
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     *
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     * FRATELLI TREVES, EDITORI 1881.
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     *
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     * PROPRIETÀ LETTERARIA
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     *
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     * Tip. Treves
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     *
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     * UNA NOTTE BIZZARRA
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     *
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     * A LUIGI MORANDI
48
     *
49
     *
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     * _La è proprio una inezia, frutto di tre giorni di lavoro, che intitolo
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     * a te, giovine amico e compagno d'armi; ma sappi che fu un gaio lavoro
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     * campestre, e lavoro gaio riesce facile, e val meglio assai che sudato,
53
     * ma uggioso._
54
     *
55
     * _Nè paia fuor del naturale a te, nè ai lettori cortesi, che i
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     * personaggi della mia novella s'innamorino in una notte. Anco a non
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     * volerne cercar la ragione, la scusa, nella novità de' casi narrati, io
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     * so che la cosa non è poi tanto difficile, io che ti ho per la prima
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     * volta veduto, ed amato come fratello, in un giorno. Tu dirai che,
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     * anche là, era quistione d'urgenza, imperocchè chi poteva morire il
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     * giorno di poi non avea tempo da perdere. Or dunque, concediamo la
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     * parte loro agli eventi, e non se ne parli più, se non per ricordare
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     * che l'amicizia, nata e cresciuta in un giorno, ha da fortificarsi in
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     * tutti que' molti, o pochi, che ci comporranno la trama della vita._
65
     *
66
     * Di Genova, il 19 di Luglio del 1868.
67
     *
68
     * ANTON GIULIO BARRILI.
69
     *
70
     * @see https://gutenberg.org/cache/epub/29636/pg29636.txt
71
     *
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     * @var string
73
     */
74
    protected static $baseText = <<<'EOT'
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I.
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78
Era la notte dal 12 al 13 di gennaio 1857, e per la via Assarotti, a
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Genova, soffiava un vento come suole soffiare in quest'ampia via,
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quando Eolo scatena uno de' suoi sudditi sulla regina del Tirreno.
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È tramontana? è scirocco? è libeccio? Non ne sapete nulla. Esce, non
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si sa da dove, e v'investe da tutte le parti. Guai allo scribacchino
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municipale che si lascia cogliere ad occhi aperti, perchè risica di
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andare a palazzo Tursi colla polvere negli occhi, di non veder più lo
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scrittoio e di dover chiedere una licenza di ventiquattr'ore, che il
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capo uffizio non è sempre disposto a concedere! Guai alla signora, che
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non sta attenta a raccogliersi la veste dattorno, perchè il vento è
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curioso di segreti e, quel che è peggio, ama troppo di propalarli ai
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viandanti.
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Ma perchè sto io a discorrervi del vento? La storia che vi racconto
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non occorre in mezzo alla strada, ma in un elegante quartierino al
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terzo piano del secondo palazzo a sinistra.
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Abita colassù, cioè, dico male, abitava nel gennaio 1857 il
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protagonista del mio racconto, uomo sui trentaquattro, laureato in
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leggi, scapolo, non brutto, nè antipatico, e con ventimila lire
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d'entrata.
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Trentaquattro anni son forse troppi; la laurea in leggi non è nulla;
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ma l'essere scapolo, non brutto nè antipatico, e l'avere ventimila
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lire d'entrata, è già molto per esser felici, quando si abbiano
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desiderii modesti.
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Pure, Roberto Fenoglio non era felice; si annoiava da mattina a sera,
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da sera a mattina. Aveva buoni e gioviali amici, ai quali imprestava
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spesso del denaro, e che qualche volta glielo restituivano; una
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vecchia governante che non gli dava molestia; un cuoco che non lo
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derubava; un cavallo proverbiale per la dolcezza del suo trotto; uno
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scanno a teatro senza noiosi vicini; e tuttavia non era felice, e si
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annoiava maledettamente.
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Aveva provato a fare qualcosa, ad occuparsi; ma nessuna occupazione
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gli andava a' versi, e a breve andare se n'era stancato. Ma queste
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cose le mie belle lettrici le udranno dalla sua bocca, imperocchè io
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lo presento loro nel primo salotto del suo quartierino, alle tre dopo
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mezzanotte, vestito da cinese, in atto di congedare uno sciame di
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giovinotti e di allegre mascherine.
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Perchè vestito da cinese? perchè quelle mascherine?
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Roberto Fenoglio aveva raccolto in casa sua quella sera tutti i suoi
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amici, tanto per passar la noia in compagnia. S'era suonato, ballato e
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cenato, colla massima libertà ed allegrezza. Le dame non erano severe,
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nè contegnose. Il rispettabile corpo di ballo del teatro Carlo Felice
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aveva dato il suo meglio a quella festa; le mammine erano sazie e
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contente; le silfidi, contente e non sazie, domandavano un'altra festa
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come quella che Roberto Fenoglio aveva dato loro, con tanta
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splendidezza di mandarino annoiato.
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Le allegre mascherine se ne andavano, accompagnate dai fidi cavalieri,
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ben chiuse nei loro accappatoi, per custodirsi dal vento, che si udia
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zufolare di fuori; se ne andavano giù per le scale, ridendo e
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cinguettando come uno stuolo di passere, o di cingallegre, e destando
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tutto il pacifico vicinato.
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Il tranquillo berretto di cotone si rizzava commosso dalla
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rimboccatura del letto matrimoniale, e chiedeva:
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141
--Che cos'è quest'allegro rumore? Ah, capisco; si balla dall'avvocato
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Fenoglio.
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E un sospiro mal represso chiudeva la frase. E lì, una cuffia lavorata
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all'uncinetto si rizzava a sua volta, per soggiungere:
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--Ma come fa l'avvocato Fenoglio a dar delle feste da ballo, egli che
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non è ammogliato? Quali signore possono andare in casa sua?
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Domanda, questa, a cui il berretto di cotone non rispondeva, e si
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voltava dall'altro lato, tirandosi la rimboccatura del lenzuolo fin
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sopra il becchetto.
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La cuffia intanto pensava, pensava.... che cosa pensava? forse, che il
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berretto di cotone non era la più bella cosa del mondo. E il berretto
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di cotone, dal canto suo, fantasticava una serie di variazioni su
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questo tema: «beato Fenoglio! egli l'ha indovinata davvero!»
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Lasciamo pensare, fantasticare e riaddormentarsi da capo questi due
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malinconici simboli dell'Imeneo, e torniamo al nostro protagonista,
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che, ritto nel salotto, si volgeva a Felice Magnasco, ultimo rimasto
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de' suoi convitati, per dirgli, con piglio di burlesca cerimonia
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cinese:
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--_A-ing-fo-hi_!
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Felice Magnasco, un giovinotto elegante ed attillato, come ogni figlio
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d'Adamo che usi farsi vestire (o spogliare) da un sarto di grido,
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diede una crollata di spalle, che fece far due grinze al suo abito
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nero, e rispose:
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--Orvia! Gli è così che tu accomiati il tuo amico migliore?
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--Sto in carattere,--soggiunse Fenoglio.--Non ti pare che io sia un
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bel mandarino cinese?
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--Al diavolo la Cina!--proruppe l'altro,--io preferisco la tua cena.
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--Oh bello, bello, stupendo! Ripetilo, Felice, te ne prego.
180
 
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--Che cosa?
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--Il tuo bisticcio. Sai che amo i bisticci, come tu le bistecche....
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Ah, ah! che te ne pare del mio? Gli è un po' stiracchiato, come le mie
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braccia, tutta questa sera, per effetto della noia.
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--Tu sei dunque annoiato?
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--Sì, Felicino, pur troppo; il figlio della luna, il cugino del sole,
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s'è maledettamente annoiato.
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--Male! io mi son divertito. È vero che le spese non le ho fatte io, e
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piacere che non sente il rame è pretto piacere. Che ottima cena! Viva
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te, Roberto primo ed unico della tua dinastia! Viva il tuo vino, i
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tuoi tartufi! e le tue _bajadere_. Che vispe ragazze! Oh non sai tu,
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che, se non era il pensiero della mia bella cugina, io questa sera ne
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sposavo una, senza tanti preamboli?
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--Ti ringrazio per lei della tua buona intenzione,--rispose,
200
spalancando le fauci e tendendo le braccia, il buon mandarino,--e ti
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ringrazio per me, se non sei costretto a sbadigliare, come io faccio
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in questo punto per la millesima volta.
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--Ma che diamine ti saltò in mente di vestirti a quel modo e di
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costringerti a non metter fuori che cinque o sei monosillabi?
206
 
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--Compatiscimi, Felicino! Ho pensato che, essendo i cinesi il popolo
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più cerimonioso del mondo, io, come cerimoniere di casa mia, non
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potevo fare a meno di vestirmi da mandarino. Ora tu m'hai veduto ed
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udito; non ho fatto altro che dire _A-ing-fo-hi_, che in cinese, io
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credo, significa: son molto lieto di vedervi.
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--E i tuoi convitati,--soggiunse ridendo Felice,--ti hanno trovato
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compitissimo.--
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Roberto Fenoglio si lasciò cadere con aria stanca sul canapè.
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--Tu mi consoli, amico!--diss'egli, dopo un lungo sospiro.--Morrò
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almeno contento dell'altrui contentezza.
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221
--Che diamine dici? Sei tu pazzo ora?
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--No, parlo da senno e del miglior ch'io m'abbia. Sentimi, Felice; io
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non posso più tirare innanzi questa monotona vita. Io non faccio un
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passo senza che il piede medesimo si annoi d'esser mosso.
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--Ecco una variante del _Malade imaginaire_!--esclamò Felice, in
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quella che andava a sedersi comodamente in una poltrona, di rincontro
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a Roberto Fenoglio.
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Questi non badò all'atto di Felice, intento com'era a rispondergli.
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--Ah sì, in tal guisa parlano i sani agli infermi. Anch'io, al
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capezzale di un tisico, gli ho detto un giorno: ma che diamine parlate
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voi di morire? Avete le guancie colorite come una mela. E dieci giorni
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dopo era morto.
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--Dilla su dunque una volta, questa tua malattia, ed io farò di
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trovarti un buon medico.
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241
--Ah ci vuol altro che un medico! La scienza non conosce il mio male,
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non lo ha classificato ancora ne' suoi libri; ma esso esiste, esso è
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là dentro.
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--Dove?
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--In quell'orologio a pendolo. Esso ne è il simbolo parlante, esso il
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complice infame. Non odi? tran.... tran.... tran.... Maledetto! È lui
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che ci misura la vita e ce la fa mandar giù in ventiquattro pillole al
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giorno; è lui l'omeopatico che ci tiene a bada con sessantesimi d'ora,
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con sessantesimi di minuto, e ci fa morire con dosi infinitesime; è
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lui.... Insomma, che ti dirò? Io odio gli orologi. Giovinetto ancora,
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io già presentivo la guerra che m'avrebbero mossa questi nemici
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dell'umanità, e mi vendicavo, anticipatamente, mandandoli, l'un dopo
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l'altro, al Monte di pietà. Adesso, si è uomini sodi, padroni di sè e
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delle sue ventimila lire d'entrata, e queste vendette bisogna
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lasciarle in disparte. Ma io troverò pure uno spediente; metterò, non
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foss'altro, un premio di mille lire per colui che scriverà un libro
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contro gli orologi, da camera e da tasca, pendoli, cronometri,
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ripetizioni, cilindri, saponette, áncore, castelli, ecc., ecc., e
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proverà che il loro inventore è stato un cattivo arnese.... un
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briccone.--
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In quella che l'avvocato Fenoglio tirava giù con burlesca gravità
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contro i poveri orologi, Felice aveva cavato il suo dalla tasca del
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pianciotto e ne faceva scattare il coperchio d'oro.
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--O il tuo va male, o il mio;--disse egli.--Son già le tre e mezzo del
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mattino, e debbo ancora chiederti un servizio innanzi di andarmene.--
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Ma Fenoglio non gli dava retta; aveva veduto l'oriuolo di Felice e
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volea rompergli una lancia addosso.
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--Ah, _tu quoque, Brute_? E tu sei un uomo che si diverte? col nemico
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in saccoccia?
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--Che vuoi? è la consuetudine. E poi, non si è mica schiavi del
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proprio orologio! Il mio, come quello di tutti i figli di Adamo, va
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bene una volta all'anno. Io lo consulto per passatempo; egli fa a modo
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suo, io al mio, e andiamo d'accordo come marito e moglie. Ma tu,
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piuttosto, perchè non rompi il tuo, e non te lo levi dai piedi?
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--Bravo! e la gente di servizio? Esso è in casa un arnese necessario,
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fatale, come la noia per me; il suo _tran tran_ ha dato la misura al
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tran tran della mia esistenza. Rompessi anche il pendolo, la mia vita
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monotona suonerebbe, io credo, le ore e i quarti d'ora in vece sua. Oh
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Felice, felice te che non ti annoi!
288
 
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--E non mi avverrà mai fin ch'io viva:--rispose Magnasco;--io ho per
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cotesto un segreto infallibile.
291
 
292
--Dove si vende? ch'io vo subito a comperarlo, senza nemmanco levarmi
293
questa zimarra di dosso....
294
 
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--Oh, non tanta furia! Tu non hai bisogno di andare dallo speziale per
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questo. Fa a modo mio; abbandonati all'ignoto. Non chiedere mai a te
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stesso: «che cosa debbo io fare quest'oggi, per passar mattana?» Vedi,
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Fenoglio; io non mi sono mai così divertito, come un giorno che uscii
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di casa nell'intento di annoiarmi. Lascia operare il caso. Passi per
300
una strada? Non isvoltare alla solita cantonata; va innanzi. Là
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troverai quell'amico che andavi cercando al caffè, e che, svoltando
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alla cantonata anzidetta, non avresti trovato di certo. Là vedrai una
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bella merciaia, che ti venderà un fazzoletto, mezzo seta e mezzo
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cotone, che regalerai poscia alla cameriera della tua bella, col
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risparmio di tre lire. Là vedrai una sconosciuta; la seguirai, e ti
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buscherai un dolce sorriso da lei, o un duello coll'amante; le quali
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cose ti condurranno in un altro ordine di pensieri e di conoscenze,
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che tu non avevi, uscendo di casa, e che potranno anche mutare del
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tutto il tuo sistema di vita. Insomma, non ragionare innanzi di fare,
310
ragiona dopo; non andar colla testa, ma coi piedi; fa conto insomma di
311
giuocare a mosca cieca.
312
 
313
--Ma....--soggiunse Roberto Fenoglio,--e se dò del naso in qualche
314
spigolo?....
315
 
316
--Gli è,--rispose gravemente Magnasco,--uno tra gli sconci di questa
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teorica, per altro bellissima.
318
 
319
--Orbene, mi proverò;--disse Roberto. E intanto si stiracchiava sul
320
canapè, sbadigliando di bel nuovo.
321
 
322
Felice se ne avvide e fu sollecito ad alzarsi.
323
 
324
--Il tuo sbadiglio,--diss'egli,--mi prova che debbo partire. Diamine!
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le quattro suonate! Ed io già avevo dimenticato lo scopo della mia
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fermata! Fenoglio, sai? debbo chiederti un servigio....
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--_In manus tuas, domine._ Ti occorre denaro? Bada che non potrei oggi
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imprestarti più di duemila lire.
330
 
331
--Che! non ho bisogno di denaro, sibbene di un servigio assai più
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rilevante e più delicato.
333
 
334
--Un duello?
335
 
336
--Quasi; vo' prender moglie.
337
 
338
--Ah, per tutti i diavoli! _e come e quando nacque tal fiamma in te!_
339
 
340
--La storia sarebbe troppo lunga a raccontarsi ora,--rispose
341
Magnasco,--ed io ho bisogno di riposare almanco tre ore, innanzi di
342
tornare da te.
343
 
344
--Tornare! ma come? perchè?
345
 
346
--Eccoti il negozio in poche parole. Io ho una cugina....
347
 
348
--La vedova?
349
 
350
--Per l'appunto; la conosci forse?
351
 
352
--No, in fede mia; me ne hai parlato tu stesso qualche volta, e ancora
353
poco fa, mi dicevi....
354
 
355
--È giusto, vedi che bestia! Or dunque, mia cugina, la vedova, è una
356
crudele quanto adorata beltà, e quando io le parlo di amore, ella si
357
mette a ridere. Io le accenno cori, ed ella mi risponde picche.
358
 
359
--Che c'entro io nel vostro _tresette_?
360
 
361
--Tu puoi venire da lei; le ho già parlato di te, come d'uomo a modo,
362
rispettabile, assennato....
363
 
364
--Ti par proprio ch'io sia tutto ciò; Felicino?
365
 
366
--Io ti presento a lei,--proseguì, senza turbarsi, Magnasco,--e tu
367
perori la mia causa; non subito, ci s'intende, ma a poco a poco, con
368
delicate entrature.... mi capisci? Colla tua parlantina di Cicerone,
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puoi essermi molto utile. Le fai vedere che buon partito sarebbe per
370
lei sposare un giovane par mio, gentile di modi, dolce di umore, e
371
molto avveduto in materia d'interessi....
372
 
373
--E ti par proprio d'essere tutto ciò, Felicino?--chiese Roberto
374
Fenoglio.
375
 
376
Felicino anche qui fece orecchie da mercante, e tirò innanzi nella sua
377
orazione.
378
 
379
--Mia cugina è ricca, e il suo fattore la deruba a man salva, la
380
spoglia....
381
 
382
--Ah! codesto gli è grave!--interruppe Fenoglio,--spogliarla eziandio?
383
Questo è un cumulare gli uffici di fattore e di cameriera, e capisco
384
che, se la cugina è bella, siccome m'hai detto, ti spiacerà
385
maledettamente che altri faccia questo uffizio presso di lei. Ah, ah,
386
che te ne pare di questo?
387
 
388
--È stiracchiato più degli altri;--rispose Felicino.--Ma dunque, vuoi
389
rendermi questo servigio?
390
 
391
--Ci stavo appunto pensando. Tu vuoi far di me una specie di Barbiere
392
di Siviglia.....
393
 
394
--Potresti supporre che....?
395
 
396
--Altro che supporre! lo credo, lo vedo; ma non importa. Se pensi che
397
i miei talenti oratorî possano giovarti presso di lei.... Ah,
398
Felicino! io ero nato per essere oratore! Basta, ti servirò; tu mi hai
399
dato il tuo specifico contro la noia, io ti son debitore del
400
ricambio.... se pur lo sarà! A che ora si va da lei?
401
 
402
--Sul mezzogiorno; ella è mattiniera come una allodola. Io dunque
403
verrò da te alle dieci: ti vesti, andiamo ad asciolvere insieme, e
404
poi, a piccoli passi, verso il tempio della diva. Addio, dunque, e
405
rammenta i miei consigli....
406
 
407
--Abbandonarsi all'ignoto....--disse Fenoglio.
408
 
409
--Sicuro;--soggiunse Magnasco,--lasciare operare il caso....
410
 
411
--E ragionar co' piedi;--conchiuse l'altro.--Non dubitare, Felicino,
412
ti imiterò fedelmente, servilmente, e comincierò a ragionare in tal
413
guisa, facendo il tuo elogio alla bella cugina.
414
 
415
--Se' arguto, per un mandarino!
416
 
417
--_A-ing-fo-hi!_--rispose con piglio di umiltà reverente Roberto
418
Fenoglio,--_A-ing-fo-hi._
419
 
420
--Che in cinese significa....
421
 
422
--Amico, te ne ringrazio di cuore.
423
 
424
--La si tira per tutti i versi, quella tua
425
frase....
426
 
427
--Ah, che vuoi? la è una delle prerogative della lingua cinese.--
428
 
429
E così, giostrando a sciocchezze, si separarono.
430
 
431
--Stattene a tuo bell'agio sdraiato,--disse Felicino a Roberto, che
432
voleva alzarsi per accompagnarlo in anticamera:--conosco la strada;
433
tirerò l'uscio dietro di me.
434
 
435
--_Fiat voluntas tua!_--rispose Roberto, a cui in quell'ora la
436
posizione orizzontale era dolce come a Magnasco il pensiero di sposar
437
sua cugina, o, per dir meglio, le sue cinquecento mila lire.
438
 
439
Alle quali cose pensando, e al soccorso che gli avrebbe prestato
440
Fenoglio contro la ostinata resistenza della cuginesca cittadella,
441
Magnasco se ne andò col cuore contento e il piè leggiero.
442
 
443
E andandosene, trasse l'uscio dietro a sè, siccome aveva detto a
444
Fenoglio; ma non badò punto a sincerarsi se la stanghetta della toppa
445
a sdrucciolo, che chiudeva la porta del suo amico, avesse battuto
446
nell'orlo della bocchetta, per modo da cacciarvisi dentro e chiuder
447
davvero.
448
 
449
Oh dio Caso, eccone delle tue!
450
 
451
 
452
 
453
 
454
II.
455
 
456
 
457
Roberto Fenoglio, come vi ho detto, era rimasto sdraiato sul suo
458
canapè; un soffice canapè foderato di velluto, dal quale io, se ci
459
fossi stato, non mi sarei mosso neanco per andare a nozze, e metto
460
pegno non vi sareste mosso voi, cortese lettore, neanco per mandare a
461
comperare il libro che mi dà modo di ragionare con voi.
462
 
463
L'annoiato mandarino stava fantasticando, tra la veglia e il sonno,
464
intorno ai consigli di Felice Magnasco.
465
 
466
--Vedete mo che ingegno ha quel capo ameno di Felicino! Egli è giunto
467
a sciogliere un problema, pel quale io mi vo beccando da dodici anni
468
il cervello. Abbandonarsi all'ignoto, lasciar operare il dio Caso,
469
ragionare co' piedi, equivale a sfuggire il _tran tran_ della vita.
470
L'equazione è perfetta, e un matematico non ci troverebbe nulla a
471
ridire. Applichiamola dunque!... E prima di tutto, che cosa farò io
472
tra dieci minuti? che bestia! cominciavo a ragionare! non debbo, non
473
voglio sapere, che cosa farò tra dieci minuti.... Auf! che sonno!
474
andiamo a dormire; sarà la miglior cosa che io possa fare. Felicino
475
dovrà tornare stamane per condurmi dalla sua bella cugina, e non posso
476
andare da lei morto dal sonno. E da capo! No, io non debbo andare a
477
dormire; la è cosa troppo usuale; io ricasco nella consuetudine, e
478
questa io debbo sfuggirla ad ogni costo. Eccomi qui, su questo
479
canapè... Ci sono a caso.... Chi ardirebbe asserire che io non ci sono
480
per mero caso? Che cosa mi accadrà egli di nuovo su questo canapè?
481
L'ardua sentenza ai posteri. Che sonno! andrei volontieri a letto....
482
Ma via, Fenoglio, non lasciarti così vilmente sopraffare dalla
483
ragione! Si direbbe che hai paura dell'ignoto. Chi è questo signor
484
ignoto?... È brutto o bello? E la cugina di Felice, è bella davvero
485
come ei la dipinge? O non l'ama piuttosto per le sue ricchezze? Già,
486
volere o non volere, il denaro si ficca sempre dappertutto. Diciamo di
487
no; sacramentiamo che non è vero; ma la ricchezza comanda agli occhi
488
del nostro corpo, come a quelli della nostra ragione.... Ma chi sa?
489
potrebbe anco esser bella, questa cugina!...
490
 
491
Lettrici e lettori, io vi fo grazia di tutte le altre considerazioni
492
scucite del mio protagonista. La pigrizia, più assai de' consigli
493
dell'amico, lo aveva tenuto sul canapè, dove, pochi minuti dopo, egli
494
era rimasto assopito.
495
 
496
Non vi giurerei che le copiose libazioni dello sciampagna spumante non
497
c'entrassero anch'esse per una larga porzione. Roberto Fenoglio era
498
uomo che non disprezzava punto il bicchiere, e quella notte, poi, in
499
mezzo ad una brigata di capi scarichi e di gaie alunne di Tersicore,
500
egli aveva pensato a dare il buon esempio, bevendo allegramente per
501
quattro.
502
 
503
Dormi, Fenoglio; dormi, mandarino annoiato; il tuo sonno non vuole
504
durar molto.
505
 
506
Imperocchè, voi già lo avete indovinato, belle lettrici e lettori
507
cortesi, io non lo lascierò solo sul suo canapè, e non prolungherò la
508
_scena muta_ oltre i confini della vostra pazienza.
509
 
510
Venite con me verso l'uscio di casa. Non udite su per le scale un
511
muover di passi frettolosi e leggieri? Non abbiate timore di ladri;
512
insieme co' passi, s'ode il fruscìo di una veste di seta.
513
 
514
Chi è questa donna che sale, o, per dir meglio, che vola, sfiorando
515
appena del piede e del lembo della sua veste gli scalini, e si ferma,
516
si rannicchia spaurita, tremante, ansante, sul pianerottolo, vicino
517
all'uscio semichiuso di Roberto Fenoglio?
518
 
519
Aspettate, e lo saprete. La bella incognita (imperocchè essa è bella,
520
ed io già lo so, quantunque siamo tuttavia al buio), la bella
521
incognita, dico, rattiene colassù la sua corsa, e raccolte intorno a
522
sè le larghe pieghe del suo accappatoio di seta, tende l'orecchio per
523
cogliere ogni più lieve rumore che possa giungere dal basso. Non ode
524
nulla, e le si allarga il cuore; perciò, fattasi più animosa, si
525
attenta di sporgere il capo sulla ringhiera.... Ma ohimè! Appunto
526
allora comincia ad udirsi giù in fondo alle scale uno stropiccìo di
527
piedi, quindi un rumore confuso a cui tien dietro lo scoppiettìo di un
528
zolfanello strofinato su d'una ruvida superficie, e un raggio di luce
529
balena dal pozzo della scala.
530
 
531
La povera bella si rannicchia da capo nel suo angolo, ma non istà
532
ferma al suo posto neppure un minuto secondo.
533
 
534
--Dio mio! come fare?--ella mormora tra sè,--dove potrò salvarmi!--
535
 
536
Tremante, confusa, ella si avanza a tentoni, brancicando verso la
537
parete, come per cercare le imposte di un uscio; che certo ha da
538
trovarsi su quel pianerottolo. Ella suonerà, domanderà soccorso.... ma
539
giungeranno in tempo ad aprirle? Chi sa? intanto ella va cercando
540
colle mani il vano di quest'uscio e la corda del campanello, ma senza
541
pro. La sua manina leggiadra (io lo so, quantunque siamo al buio, e la
542
conoscerei tra mille), la sua manina leggiadra, dico, erra un tratto
543
nel vuoto, quindi urta in uno dei battenti dell'uscio; ed oh
544
maraviglia! il battente si apre da sè, e il pianerottolo si rischiara
545
d'un subito, all'interna luce dell'anticamera di Roberto Fenoglio.
546
 
547
Benéfici effetti della trascuratezza di Felicino Magnasco, che non
548
aveva badato a far scorrere la stanghetta della toppa a sdrucciolo
549
nella sua rispettiva bocchetta! Oh caso, caso! E i filosofi verranno
550
poi a sostenere che esso non è l'ordinatore, anzi l'azzeccagarbugli
551
delle umane vicende?
552
 
553
La povera bella fu, sulle prime, come sbigottita da quello aprirsi
554
improvviso dell'uscio, al semplice tocco delle sue dita. Quel
555
quartierino aperto, e in apparenza deserto, le metteva paura. Tremò
556
tutta dal capo alle piante, e si ritrasse fin presso la ringhiera. Ma
557
di là tornava ad udire il rumore dei passi, e al rumore dei passi si
558
mescolava il discorso di due persone che salivano, del qual discorso
559
giunse fino a lei spiccatamente una frase: _andiamo su, ella non ci
560
sfugge di certo_. E allora la poverina si fece animo, guardò in alto
561
come per chieder protezione dal Cielo innanzi di commettersi
562
nell'antro ignoto di quel quartierino, che si schiudeva luminoso a'
563
suoi occhi, e si buttò perduta nell'anticamera. La sala era deserta;
564
imperocchè l'unico servitore di genere mascolino che fosse in quella
565
casa, trattandosi di una festa un tal po' scapigliata, aveva avuto
566
licenza di andarsene a letto dopo l'ultima versata di sciampagna, e la
567
licenza gli era paruta un comando. La bella sconosciuta non ardì
568
nemmeno richiuder l'uscio; chè le sembrava di cadere di Scilla in
569
Cariddi, e non voleva precludersi la ritirata da un male peggiore. Si
570
inoltrò guardinga fino ad una portiera di seta azzurra; stette incerta
571
un tratto, quindi si provò a sollevarla dolcemente, sporse la sua
572
testolina nel vano, e le si parò davanti agli occhi lo spettacolo del
573
mandarino dormente.
574
 
575
--Ah? Che vuol dir ciò?--chiese tra sè, con atto di meraviglia, la
576
sconosciuta visitatrice. Di maraviglia, notate, non di paura!
577
 
578
Un uomo che dorme non fa paura ad una donna. Giaele, Giuditta, e tante
579
altre donne famose di quella risma, ne fanno testimonianza non dubbia.
580
La nostra sconosciuta, che non aveva nè chiodi di configger nelle
581
tempia a Sisara, nè testa da troncare ad Oloferne, e che però ci aveva
582
la coscienza tranquilla, dopo quel primo atto di meraviglia, compose
583
le labbra ad un sorriso; un bel sorriso, in fede mia, e che
584
illeggiadriva di molto le sue bellissime labbra.
585
 
586
Essa era bella, mio candido lettore, bella quasi come voi, mia adorata
587
lettrice. Qui, poichè siamo alla luce dei doppieri (parlo in poesia,
588
ma in umile prosa bisognerebbe dire di una lucerna Carcel), cadrebbe
589
in acconcio uno scampolo di descrizione della sua ammirabile bellezza.
590
Ma siccome non ho tempo da perdere, lascio che ve ne formiate voi un
591
concetto colla fervida immaginazione, mio candido lettore, e che ve la
592
raffiguriate voi, guardandovi nello specchio, mia adorata lettrice.
593
 
594
--Un cinese?--pensò la sconosciuta, guardando Fenoglio.--O dove
595
diamine son capitata? E nessun altro in questa casa.... non una donna
596
a cui volgermi.... E quei due che salgono le scale!... Dio mio che
597
faccie sinistre! E come mi correvano dietro! Ah! essi sono già qui,
598
sul pianerottolo.... urtano nell'uscio.... Ma io non l'ho chiuso, non
599
l'ho chiuso! E come fare adesso? Signore! signore!--
600
 
601
Ma sì, chiamalo, Roberto Fenoglio aveva legato l'asino a buona
602
caviglia, e non dava segno di volersi svegliare.
603
 
604
Ella ripetè, collo stesso tono di voce sommessa con cui aveva
605
cominciato a chiamarlo: signore! signore!
606
 
607
--_A-ing-fo-hi!_--borbottò nel sonno il bravo mandarino Fenoglio.
608
 
609
Cotesto non era rispondere, siccome ognun vede. La povera bella,
610
sgomentata dal rumore che si faceva sul pianerottolo, ebbe ricorso ad
611
uno stratagemma simile a quello del fagiano quando tenta di
612
nascondersi agli occhi del cacciatore, ficcando la testa sotto un'ala;
613
buttò l'accappatoio sotto una poltrona, che stava di fianco al canapè
614
del mandarino, e si lasciò cadere su quella poltrona, rimanendovi
615
supina in atto di donna dormente.
616
 
617
--Ohè, Piccione! una porta aperta....
618
 
619
--Vedo bene; la sarà entrata qua dentro, la fuggitiva.
620
 
621
--Impossibile! Avrebbe badato a chiudere l'uscio dietro di sè. Qui c'è
622
un altro negozio.... un furto consumato....
623
 
624
--Ragione di più per entrare!
625
 
626
--Sicuro, entriamo!
627
 
628
 
629
 
630
 
631
III.
632
 
633
 
634
Questo dialogo avveniva sul pianerottolo, tra i due persecutori della
635
bella sconosciuta, i quali non erano altrimenti due Adoni da
636
quadrivio, sibbene due sergenti di Questura, il Negri e il Piccione.
637
 
638
Lo strepito dei loro passi mascolini nell'anticamera e il percuoter
639
delle loro daghe contro le masserizie, fecero quello che non aveva
640
potuto ottenere la vocina della sconosciuta; vo' dire che destarono
641
dal sonno l'avvocato Fenoglio, il quale balzò in piedi dal suo canapè,
642
e vedendo alzare la portiera di seta e un braccio e una gamba
643
introdursi nel salotto, urlò prontamente: _ai ladri!_ e diè di piglio
644
ad una sedia di Chiavari, per servirsene come di una mazza ferrata
645
contro gl'invasori del suo domicilio.
646
 
647
--Si cheti, signore, si cheti!--disse il Negri facendosi innanzi.--Noi
648
non siamo ladri, nè gente che le voglia far del male. Guardi alla
649
nostra divisa.... Ma chi vedo? il signor avvocato....
650
 
651
--Roberto Fenoglio in carne ed ossa,--rispose Fenoglio, che a sua
652
volta aveva riconosciuto i sergenti;--ma che cosa vogliono le signorie
653
loro a quest'ora, in casa dei pacifici cittadini?
654
 
655
--Oh, la ci scusi, signor avvocato. Aveva l'uscio
656
aperto....
657
 
658
--Amico mio,--disse una vocina sottile che fece balzare due passi
659
indietro il mio protagonista,--gli è stato di certo quel briccone di
660
Battista, che va a ciaramellare di notte colla cameriera del quinto
661
piano. Bisogna scacciarlo dal nostro servizio, non è egli vero?
662
 
663
--Si certo, lo scaccieremo!--rispose Fenoglio.
664
 
665
E intanto guardava, con aria da melenso, ora i sergenti, ora la
666
sconosciuta, che lo aveva chiamato «amico mio.»
667
 
668
--Non vorremmo aver cagionata la disgrazia di un povero
669
servitore....--si provò a dire il Piccione.
670
 
671
--Che! che!--ripigliò la signora.--È un fannullone, un che so io; non
672
è egli vero, Roberto?
673
 
674
--Sì, un briccone, un ladro, un assassino!--soggiunse Fenoglio, il
675
quale non sapeva più quello che si dicesse.
676
 
677
--Oh, in tal caso,--disse il Negri,--con licenza di Vossignoria, lo
678
arresteremo.
679
 
680
--Sì, arrestatelo.... cioè, no, lasciatelo stare, povero diavolo! Son
681
questi i miei modi di dire.... io non uso chiamare con altri nomi la
682
mia gente di servizio....
683
 
684
--Egli bisogna tuttavia che tu gli tolga questo mal vezzo, Roberto
685
mio!--disse la donna, mettendo con leggiadra dimestichezza il suo
686
braccio sotto quello di Roberto Fenoglio.--Dimmi, non è egli vero che
687
tu contenterai in ogni cosa tua moglie?--
688
 
689
Fenoglio aveva l'aria di cader dalle nuvole. Si lasciò mettere il
690
braccio di lei sotto il suo; anzi, posso giurarvi che, galante
691
com'era, anco nei momenti più difficili, curvò con bel garbo il
692
gomito, per accogliere il dolcissimo peso. Quel braccio si appoggiò
693
sul suo con una pressione particolare, che parea dirgli: «tenetemi
694
bordone, per carità!»; gli occhi della sconosciuta si volsero languidi
695
a cercare una buona risposta ne' suoi; la sconosciuta era bella, assai
696
bella; il contatto della sua aggraziata persona gli recava una
697
commozione subitanea per tutte le vene, insomma, il sangue non è
698
acqua, siamo tutti uomini, e Roberto Fenoglio rispose:
699
 
700
--Si, moglie mia, farò di contentarti.--
701
 
702
Tutto ciò era avvenuto in un batter d'occhio. Ora, accettata una
703
condizione di cose, bisognava andare innanzi, mettere in buona vista
704
tutto quel garbuglio; e Roberto, comunque fosse impacciato, ci si
705
provò.
706
 
707
--Vedete un po' che bel caso!--disse egli, voltandosi ai
708
sergenti.--S'era suonato e ballato.... una festicciuola tra amici....
709
ai quali avevo fatto conoscere mia moglie....
710
 
711
--Ah sì!--interruppe il Negri.--Ella è ammogliato di fresco; noi nol
712
sapevamo neppure....
713
 
714
--Infatti,--disse Fenoglio,--io non ne avevo dato notizia a nessuno.
715
 
716
--Un matrimonio _al gran destino_....--entrò a dire con aria peritosa
717
il Piccione.
718
 
719
--Come sarebbe a dire; al gran destino? Vorrete dir clandestino?
720
Sicuro, ho fatto un matrimonio clandestino; ma ora l'abbiam propalato;
721
tutti gli amici, i parenti, Genova tutta lo ha da sapere.--
722
 
723
Così dicendo, Roberto Fenoglio si volse a guardare la sua improvvisata
724
metà, che lo ricompensò delle sue parole con uno sguardo d'ineffabile
725
tenerezza.
726
 
727
--Che io possa morire, se ne capisco un'acca!--pensò egli tra sè.
728
 
729
--Oh ce ne rallegriamo grandemente con Vossignoria!--disse il
730
Piccione, che era il più cerimonioso dei due sergenti.--E ce ne
731
rallegriamo anche colla sua signora....
732
 
733
--Grazie, grazie!--rispose la leggiadra donnina, accompagnando le
734
parole col più grazioso dei suoi divini sorrisi.
735
 
736
--Suvvia, Piccione:--disse il Negri al compagno--noi adesso
737
disturbiamo....
738
 
739
--No, no, amici miei!--interruppe Fenoglio.--Voi non ve ne andrete
740
così senza aver prima bevuto un bicchiere.
741
 
742
--Scusi Vossignoria: ma noi eravamo venuti in questa scala per seguire
743
una donna.... una....
744
 
745
--Che cosa?--domandò con molta curiosità il padrone di casa.--Avete
746
detto una.... Se la cosa può dirsi, finite, di grazia, la frase!
747
 
748
--Oh, niente di male in quanto alla moralità personale....--
749
 
750
Fenoglio respirò a larghi polmoni. Intanto il Negri proseguiva:
751
 
752
--....Insomma, debbo dirlo? Si tratta di una emissaria di Mazzini. Il
753
signor Questore ha saputo che questa donna, una delle più terribili
754
cospiratrici contro il governo, è venuta da Londra a Genova, e che
755
ella doveva trovarsi appunto in una casa qui presso.... Le nostre
756
passeggiate debbono averla messa in sospetto di qualcosa, poichè una
757
donna appunto (ed era certamente lei) è uscita dalla casa in discorso;
758
ma, inseguita da noi, s'è ficcata nelle scale di questo palazzo....
759
 
760
--Ah diamine!--esclamò Roberto Fenoglio.--E adesso come farete a
761
trovarla?
762
 
763
--Ella a quest'ora avrà potuto ridiscendere le scale!--si affrettò a
764
soggiungere la signora.
765
 
766
--Sicuro! dice bene la signora Fenoglio!--gridò il Piccione,
767
percuotendosi la fronte colla palma della mano.--Vedi che bestia siamo
768
stati noi altri! Ma qui bisogna correre.
769
 
770
--Non tanta fretta!--interruppe ella sorridendo.--A quest'ora ella ha
771
potuto andare molto lunge, e come vorreste trovarla! Gli è un colpo
772
fallito, al quale non si rimedia, e sarà meglio vi ricordiate che il
773
mio Roberto vi ha pregato di fermarvi ancora pochi minuti per berne un
774
bicchiere.
775
 
776
--La signora ha ragione!--disse il Negri con aria melanconica.--Ora,
777
poichè la ci è sfuggita, beviamo.
778
 
779
--Signor avvocato,--ripigliò il sergente Piccione,--beveremo alla
780
salute della sua signora moglie, che è tanto gentile quanto bella.
781
Scusi, signora, il complimento, compatisca; siamo gente alla
782
buona....--
783
 
784
Intanto Roberto Fenoglio era andato in una camera vicina e ne tornava
785
con una bottiglia di Sciampagna, che fu sollecito a sturare per quei
786
due ragguardevoli personaggi.
787
 
788
--Alla salute della signora Fenoglio!--disse il Negri, alzando il
789
calice spumante.
790
 
791
--Che il Ciel la benedica, e le conceda una mezza dozzina di bei
792
bambocci somiglianti al l'ottimo avvocato Fenoglio!--soggiunse il
793
Piccione.
794
 
795
--Grazie, amici, grazie!--rispose Fenoglio.--Noi faremo di non mandar
796
vani i vostri amorevoli augurii.--
797
 
798
E guardò sott'occhi la sua sconosciuta vicina, che si fe' rossa in
799
volto come una ciliegia.
800
 
801
Intanto quei due, sebbene, dopo una seconda e una terza libazione,
802
avessero veduto il fondo della bottiglia, non se ne andavano ancora.
803
Fenoglio era sulle spine, poichè gli premeva di sapere chi fosse
804
quella donna, e come gli fosse capitata in casa. La donna, dal canto
805
suo, ci doveva avere le sue buone ragioni, per affrettare coi voti la
806
loro partenza.
807
 
808
Il Negri, dopo una sosta di parecchi minuti secondi, così prese a
809
parlare:
810
 
811
--Signor avvocato, la mi scusi; avrei a chiederle.... ma non mi dia
812
dell'indiscreto....
813
 
814
--Oh, niente affatto!--rispose Fenoglio.
815
 
816
--Sì, sì, la è una indiscretezza la nostra.... ma tant'è, non possiamo
817
fare a meno di pregarla....
818
 
819
--Ahi, ahi!--pensò il mandarino--che cosa vuole ora costui?--
820
 
821
La povera bella, di rossa ch'ella era divenuta, si fe' più pallida di
822
prima.
823
 
824
--Vossignoria,--proseguì il sergente, senza addarsi di nulla,--è in
825
relazione col nostro capo, il cavalier Gallesi....
826
 
827
--Sicuro, sono in relazione con lui, con quella degna
828
persona;--rispose Roberto.--Lo vedo qualche volta ed ho l'onore del
829
suo saluto. Ma che cosa....
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831
--Ecco;--interruppe il Negri,--noi abbiamo fatto il nostro dovere,
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niente più niente meno del nostro dovere.... Ma se il signor cavaliere
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venisse a risapere che ci siamo lasciati sfuggire.... mi capisce?
834
 
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--Ah! sì, capisco,--disse Fenoglio, tornando a respirare
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liberamente,--io non debbo dir nulla. Non dubitate, sarò muto come una
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tromba.... cioè no, volevo dirle come una tomba. Che diamine! vedete
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mo' come talvolta ci tradisce la lingua.--
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Non era vero niente; Roberto Fenoglio, rasserenato dalla piega che
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aveva preso il negozio, tornava ai suoi primi amori col bisticcio.
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--Le siamo riconoscentissimi della sua bontà, signor avvocato!--entrò
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a dire il Piccione, colla lingua impacciata dallo Sciampagna.--In
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verità non potevamo aspettarci altro da un galantuomo pari suo. Oh se
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tutti fossero come Vossignoria, a questo mondo!
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--Taci là, bestione!--interruppe il Negri, che voleva schiccherare
849
anch'egli un complimento all'avvocato.--Se tutti fossero come il
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signor cavaliere....
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--No, no, lasciate i titoli da parte, io non son cavaliere e me ne....
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me ne.... insomma, non lo sono!--conchiuse Roberto.
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--Il governo ha torto!--sentenziò il Negri.--Io lo servo, lo rispetto
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e lo venero, come è debito mio; ma egli ha torto a non far cavaliere
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un personaggio come Vossignoria. Basta, io non c'entro.... Che cosa
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dicevo, Piccione?
859
 
860
--Dicevi che se tutti fossero....
861
 
862
--Ah si, mi ricordo; volevo dirti che se tutti fossero come il signor
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avvocato, noi perderemmo il nostro pane, perchè non ci sarebbe nulla
864
da fare nel nostro mestiere.--
865
 
866
E accompagnate queste parole con un inchino, il Negri si congedò
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dall'avvocato Fenoglio, pregandolo, scongiurandolo da capo a condonar
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loro la molestia che gli avevano involontariamente recata.
869
 
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Così finì quella scena, che poteva avere ben altre conseguenze per uno
871
dei due personaggi rimasti. Fenoglio accompagnò i due sergenti fino
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all'uscio di casa, e questa volta lo chiuse egli, colla debita
873
attenzione, anzi con due mandate di chiave.
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875
Quindi tornò nel salotto, dov'era rimasta la sconosciuta, e, giunto
876
sul limitare, si fermò, sporgendo il capo verso di lei, in aria d'un
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maiuscolo punto interrogativo.
878
 
879
 
880
 
881
 
882
IV.
883
 
884
 
885
La bella ignota era caduta sulla poltrona accanto al canapè. Lo sforzo
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di quella scena difficile l'aveva svigorita per modo da non sentirsi
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più reggere in piedi.
888
 
889
--Oh, signore!--mormorò ella, più che non dicesse--la mia
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gratitudine....
891
 
892
--Nulla, nulla, non mi ringraziate!--interruppe il mandarino.--Ditemi
893
piuttosto, se non è un prentender troppo, chi siete voi, o signora,
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voi che vi fate di punto in bianco mia moglie, mi togliete dalla
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fronte quell'aureola di vergine.... e martire, la quale mi si
896
confaceva pur tanto?
897
 
898
--Signore....--balbettò la povera bella,--o signore.... voi siete così
899
buono, avete un cuor così nobile....
900
 
901
--Signora, io non ho cera qui sotto le mani per turarmi gli orecchi,
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come fece Ulisse, allorquando egli ebbe a trovarsi in un caso simile
903
al mio; ma vi giuro che, se voi proseguite a parlarmi così dolcemente,
904
io supplirò alla cera colla palma delle mani.--
905
 
906
E dicendo queste parole, le quali arieggiavan assai più il madrigale
907
che l'invettiva, Roberto Fenoglio fe' il doppio gesto di un uomo che
908
vuol turarsi gli orecchi.
909
 
910
Era grazioso in quell'atteggiamento, il nostro mandarino posticcio; e
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la signora, quantunque il momento non fosse da ciò, non potè
912
rattenersi dal ridere.
913
 
914
--Ah, vi pigliate anche giuoco di me, bella e terribile
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sconosciuta?--incalzò Roberto Fenoglio.--Avete ragione, in fede mia.
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Eccomi ammogliato senza saperlo, e con chi? con una donna
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_contemplata_ dall'articolo 185 del Codice penale.
918
 
919
--Oh!--esclamò la signora alzandosi in piedi.
920
 
921
--Non vi adirate per sovra mercato, signora!--fu sollecito a
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soggiungere Fenoglio.--L'articolo 185 non può offendere la dignità
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della donna. Ma in fine, i fatti _enunciati_ vi accusano; la
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prevenzione è contro di voi. Chi inseguivano quei due degni tutori
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dell'ordine pubblico, se non voi? se non una.... _horresco
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referens_.... una rivoluzionaria?
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928
--Mio buon signore,--disse la sconosciuta, accennandogli con atto
929
leggiadro, che volesse chetarsi un tratto,--io vi prego, per quella
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cortesia che m'avete dimostrata fin qui, ad usar pazienza ancora un
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tantino. Tutto quello che è avvenuto stanotte ha bisogno di una
932
spiegazione, e voi, gentile come siete, mi darete agio ad esporre le
933
mie ragioni.
934
 
935
--Tolga il Cielo che io voglia condannarvi senza ascoltarvi--rispose
936
Roberto Fenoglio.--Non siamo più ai tempi della inquisizione, la Dio
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mercè, ed io son qui tutto orecchi ad udirle, queste vostre ragioni.
938
 
939
--Or bene, signore, parlerò.... Ma anzitutto, voi siete un gentiluomo,
940
e....
941
 
942
--E me ne vanto, signora! Ho sempre saputo custodire i segreti che mi
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furono confidati, e tanto più facilmente, in quanto che io sono l'uomo
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più smemorato che viva sotto la cappa del cielo. Tutto ciò che ode il
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mio orecchio destro non ha neppure il tempo di giungere all'orecchio
946
sinistro, che io già l'ho dimenticato.
947
 
948
--Tanto meglio! Sappiate dunque che la rivoluzionaria c'è, e appunto
949
quella che i due uomini della Questura cercavano....
950
 
951
--Ah! voi lo confessate? Ma come mai una così leggiadra donnina
952
(scusate la schiettezza, ma io amo dire anzitutto la verità, la pura
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verità, niente altro che la verità), come mai una così leggiadra
954
donnina, quale voi siete, va a ficcarsi in questi viluppi?
955
 
956
--Ringrazio i vostri occhi dell'inganno in cui mostrano
957
d'essere,--rispose ella, sorridendo traditorescamente,--ma non debbo
958
lasciar del pari in errore il vostro giudizio. Quella rivoluzionaria,
959
di cui si parla, non sono io; siete contento?
960
 
961
--Respiro, signora, respiro; ma proseguite, di grazia!
962
 
963
--Ecco dunque;--continuò la signora,--questa rivoluzionaria è mia
964
amica. Rivoluzionaria! Anche il vocabolo è improprio, imperocchè essa
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non è che la moglie di un ottimo cittadino, il quale è condannato nel
966
capo e vive lontano dal suo paese, amandolo da lungi e facendo voti
967
perchè si muti quest'ordine di cose, che nessun italiano di core....
968
 
969
--Dovrebbe tollerare!--conchiuse Roberto Fenoglio.
970
 
971
--Ah, son lieta di parlare con un uomo!--disse la signora, stendendo
972
la mano a Roberto, che l'afferrò prontamente e vi stampò un rispettoso
973
bacio, se pure è vero che i baci siano una testimonianza di rispetto.
974
 
975
Ella ritrasse dolcemente la sua mano e proseguì:
976
 
977
--La mia buona Erminia (così ella si chiama) non è qui venuta per
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cospirare, sibbene per vedere un suo figliuoletto che ha lasciato a
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Genova in casa de' suoi congiunti, e che da qualche settimana era
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infermo. La poverina, giunta ieri, mi ha fatto pregare stanotte di
981
recarmi da lei, e voi potete argomentar di leggieri che io non
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mettessi indugio a contentarla. Il mio servitore mi accompagna fino
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alla porta, e lo rimando a casa per maggior precauzione. Ora ecco che,
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mentre io salgo le scale, odo rumor di passi.... intimorita, mi
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ritraggo; essi mi hanno sentita, e giù per le scale verso di me!
986
Allora io non so più quel che mi faccia, esco fuori, e senza pure
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voltarmi indietro, vengo a rifugiar nel portico di questo palazzo,
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sperando che non mi abbiano veduta ad entrarvi. Ero in errore; mi
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seguono; io salgo pian piano fin qui.... trovo un uscio aperto, e voi
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sapete il rimanente, voi che mi avete presa a proteggere, senza pur
991
sapere chi io mi fossi. E di ciò permettete che vi ringrazi, o
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signore, poichè, sebbene per me non avessi nulla a temere, la mia
993
dignità di donna era tuttavia a repentaglio, nel trovarmi sola, di
994
notte, e inseguita a quel modo!... Ah, mio Dio? rabbrividisco al solo
995
pensarvi.
996
 
997
--Avete ragione, signora,--disse Roberto, com'ella ebbe finito il suo
998
discorso,--avete ragione. Una donna sola, di notte, e così bella, come
999
voi.... Ma perchè siete voi così bella?--
1000
 
1001
E uscendo in questa esclamazione, improvvisa, Roberto Fenoglio mandò
1002
un lungo sospiro.
1003
 
1004
--Che cosa avete?--domandò ella a sua volta.
1005
 
1006
--_A-ing-fo-hi_!--rispose egli sospirando da capo.
1007
 
1008
--E che cosa vuol dire quest'altra frase?
1009
 
1010
--Vuol dire, o signora.... Ma anzitutto, mi promettete di non andar in
1011
collera?
1012
 
1013
--Ve lo prometto, purchè non mi diciate
1014
complimenti.
1015
 
1016
--Oh, saranno verità sacrosante: vi dirò quello che sento e nulla più.
1017
Sapete voi che cosa avvenga allo zolfo quando un raggio di sole,
1018
attraversando il fuoco di una lente, viene a percuotergli sopra?
1019
 
1020
--Credo che si accenda, ma non potrei giurarlo, perchè non m'intendo
1021
di fisica.
1022
 
1023
--Oh, giuratelo, signora mia, giuratelo pure! Cotesto è avvenuto a me,
1024
dacchè voi siete entrata qui, cioè, mi spiego, da quando io mi sono
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svegliato. Voi siete il raggio di sole; l'occasione bizzarra che vi ha
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condotto qui è la lente; lo zolfo infine sono io, Roberto Fenoglio,
1027
avvocato, e scapolo per giunta. Siete nubile voi?
1028
 
1029
--No, signore.
1030
 
1031
--Ah! c'è un marito!...
1032
 
1033
--Neppure; egli c'è stato.
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1035
--Siete vedova, dunque! Vedova! oh dolce nome! siete vedova, e siete
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bella! Ma tutto ciò è un sogno.... Abbandonarsi all'ignoto! lasciar
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operare il caso!... L'ignoto è venuto, il caso ha operato un miracolo!
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1039
--Che dite voi ora?
1040
 
1041
--Lasciatemi dire, o signora; parlo col mio angelo custode. Non
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credete che io ci abbia un angelo custode? È lui che vi ha condotta
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quassù: consentite che io adori in voi i decreti della divina
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Provvidenza. E l'esservi voi dichiarata mia moglie non è forse una
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voce del cielo? La vocazione di Abramo è stata determinata da assai
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più lievi cagioni. Insomma, o signora, vengo difilato alla conclusione
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del mio discorso, che vi sarà parso sconclusionato; ma io m'intendo e
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basta. Che direste voi di un uomo non vecchio, nè al tutto sgradevole,
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e con ventimila lire di entrata senza contare uno zio materno,
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decrepito, senza figli, e con mezzo milione?
1051
 
1052
--Direi,--rispose la signora che sapea stare alla celia,--ch'egli è un
1053
uomo fortunato.
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1055
--Non mi avete inteso; mi spiegherò meglio. Che direste di quest'uomo,
1056
se egli vi proferisse la mano, dopo avervi umilmente chiesto la
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vostra?
1058
 
1059
--Direi ch'egli è un bel pazzo, a concepire di così fatti disegni e
1060
più pazzo ancora a dirli a me, la prima volta che egli mi vede, e in
1061
una somigliante occasione.--
1062
 
1063
Roberto Fenoglio chinò il capo e lasciò cader le mani penzoloni lungo
1064
i braccioli della scranna sulla quale era venuto a sedersi per
1065
cominciare il suo dialogo.
1066
 
1067
--Tutte così, le donne!--esclamò egli, sospirando.
1068
 
1069
--Tutte così, voi dite? e perchè di grazia?
1070
 
1071
--Perchè?--ripetè con accento di amarezza Roberto Fenoglio.--Voi mi
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chiedete ancora il perchè! Perchè esse si dilettano a tormentare il
1073
cuore di un uomo, lo girano e rigirano per tutti i versi, scherzandovi
1074
su colle loro unghie feline che lacerano dovunque toccano e fanno
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spicciare il sangue. Dite loro: _vi amo_, lo dite con tutta la
1076
sincerità dell'anima vostra, ed elleno vi ridono sul viso con aria
1077
d'incredulità. Per esse l'amore non esiste che allo stato di
1078
vecchiezza; lo fanno nascere dalla consuetudine, vi negano ch'e' possa
1079
essere il risultato di una commozione subitanea. L'amore per gradi;
1080
che bella cosa! Ma qual è, dopo quant'altri gradi incomincia quello in
1081
cui si può dire _vi amo_ ed esser creduti? Io mi ribello, o signora,
1082
contro questa falsa teorica. Voi stessa, che la lodate palesemente,
1083
non ne credete in cuor vostro una jota. Ma essa vi torna acconcia per
1084
guadagnar tempo, per pigliarvi diletto dei nostri tormenti... Orvia,
1085
signora, non crollate la vostra testolina a quel modo! Lasciatevi dire
1086
la verità da un uomo che riceve per la prima volta la scossa
1087
elettrica! Io non ho amato mai, sebbene molte fiate siasi potuto
1088
argomentare il contrario, da certe vaghe apparenze. Questo affetto che
1089
io vi confesso candidamente ora, è già padrone di me. Se la cosa
1090
dovesse procedere diversamente, se io dovessi innamorarmi di voi a
1091
gradi, a gradi, avreste ragione a non usarmi misericordia, perchè io
1092
sarei un uomo da nulla. Come è nato questo amore? Non lo so. La novità
1093
del caso era fatta piuttosto per ispirarmi la diffidenza; ma non ne fu
1094
nulla. Se debbo confessarvi un mio sospetto, vi dirò che vi ho amato
1095
in quel momento che avete posto il vostro braccio sotto il mio. In
1096
quella dolce pressione che volea dirmi: _salvatemi_! io ne ho sentito
1097
un'altra che diceva: _amatemi_. Ho inteso la vostra preghiera, ho
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accettato il vostro comando; perchè una corrente elettrica mi ha
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signoreggiato ad un tratto. E subito, comunque turbato, ho messo ogni
1100
mia virtù a tornarvi utile. Chi, se non il cuore, mi ha detto allora
1101
che voi eravate una gentildonna? Sì, una gentildonna; questa
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persuasione si è trasfusa a quel contatto in tutto l'esser mio, ed io
1103
non ho sospettato di sapere il vostro nome per obbedirvi, come non lo
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chiedo ora, innanzi di confessarvi che vi amo. E adesso ridete pure,
1105
ridete liberamente di me!
1106
 
1107
--Perchè riderei?--chiese la sconosciuta, con piglio soave.--A
1108
schietto parlare schietta risposta. Che cosa direste voi di una donna,
1109
la quale, alle prime parole di un uomo che ella vede per la prima
1110
volta, gli rispondesse: vi credo, e accettasse di grand'animo l'amor
1111
suo?
1112
 
1113
--Direi che ella è una donna superiore a tutte le altre, o, per rubare
1114
una sua magnifica frase al divino Petrarca, «_colei che sola a me par
1115
donna_.»
1116
 
1117
--No, signor Fenoglio, non lo direste, o, dicendolo, non lo
1118
pensereste. Se questa donna non conosce ancora quest'uomo....
1119
 
1120
--Ma neppure io, o signora, conoscevo voi, e tuttavia....
1121
 
1122
--Gran bella ragione!--interruppe la donna.--Vedete mo il gran risico
1123
che correvate voi! Ed è egli possibile che il vostro senno non vi
1124
dimostri la grave, la profonda differenza che corre tra un cuor d'uomo
1125
e un cuore di donna? Che sacrifizio fa l'uomo ad amare e a dirlo, egli
1126
tentatore, egli padrone di perdere nel giuoco quel tanto appena che ha
1127
messo di posta? Noi, povere donne, quando amiamo (il che più veramente
1128
ci avviene che a voi, e con più violenza di subitanea passione che voi
1129
non crediate) paghiamo i nostri errori col dispregio di noi medesime.
1130
Non parlate più? Non crollate più a vostra volta il capo, in segno di
1131
incredulità? Vedete pure che non avevate ragione, e, schietta come
1132
sono, vo' confessarvelo. Ho detto testè: _se questa donna non conosce
1133
ancora quest'uomo..._ e ho detto male, poichè io già vi avevo
1134
conosciuto, sebbene da mezz'ora, più addentro che se la nostra
1135
conoscenza già contasse anni di vita. Siete un galantuomo e un
1136
gentiluomo, ed io vi ho veduto alla prova. Credete pure che io so
1137
rendervi giustizia! Noi povere donne non possiamo parlare liberamente
1138
come voi fate.... E per legge di natura, e per vincolo di educazione,
1139
noi siamo il sesso debole; non abbiamo altra arma migliore in nostra
1140
difesa che la diffidenza, la eterna diffidenza.
1141
 
1142
--Il sesso debole!--soggiunse Roberto.--Siamo noi il sesso debole!
1143
 
1144
--Quando ci amate, s'intende. Ma dura così poco in voi, questo stato
1145
di malattia! La convalescenza è sempre assai pronta, e ripigliate
1146
sempre le forze smarrite.--
1147
 
1148
Roberto Fenoglio rimase muto. Era quella la più eloquente risposta che
1149
egli potesse dare alla sconosciuta. Ella aveva ragione sulle generali,
1150
e sebbene egli non avesse torto nel suo caso particolare, non era
1151
quello il momento per costringerla a riconoscerlo.
1152
 
1153
Perciò, tacendo egli, v'ebbe un tratto di pausa nel dialogo. Roberto,
1154
colla fronte china, contava i pezzettini di marmo del suo pavimento a
1155
mosaico; la signora guardava Roberto, aspettando che dicesse qualcosa.
1156
 
1157
E così guardandolo, e vedendolo silenzioso, le scese inavvertita in
1158
cuore quella pietà traditora che è sorella dell'amore e che non ha
1159
altro ufficio se non questo, di aprir l'uscio di casa al fratello.
1160
 
1161
--Povero giovine!--le susurrava al cuore la pietà.--Tu gli hai detto
1162
di brutte cose, ed egli non ardisce nemmanco risponderti. Vedi com'è
1163
contrito ed umiliato! Ora, lo hanno detto le sacre carte: _cor
1164
contritum et humiliatum Deus non despiciet_. Egli ha una cera
1165
simpatica, per verità! E poi, com'è gentile di modi! Come si è
1166
adoperato volenterosamente a farti servizio! Quanti altri uomini, nel
1167
caso suo si sarebbero diportati com'egli? Quanti altri, posti con una
1168
donna sola, sconosciuta, in casa loro, non avrebbero piuttosto ceduto
1169
a diverso consiglio? Gli uomini, in genere, sono un'assai brutta
1170
razza, animi volgari, carne impastata di fango.... Ma egli! povero
1171
giovine! Suvvia, bisogna ricompensarlo con una dolce parola!--
1172
 
1173
E la cercò, la dolce parola; ma lì, sulle prime, non le venne fatto
1174
trovarla. Trovò bensì un più soave accento e un più soave sorriso, per
1175
dirgli:
1176
 
1177
--Or dunque, signor Fenoglio, voi sarete il mio cavaliere, per
1178
accompagnarmi a casa. Non è egli vero?
1179
 
1180
--Come vorrete, o signora, come vorrete. Vado subito a levarmi di
1181
dosso queste ridicole insegne di mandarino cinese e sono ai vostri
1182
comandi. Ma innanzi di partire udite ancora una parola, e sarà
1183
l'ultima, ve lo giuro!
1184
 
1185
--Con che aria mi dite voi questo!--rispose la signora.--Siate più
1186
gaio, ve ne prego; amo meglio udirvi a scherzare, come poco fa, che
1187
parlar malinconico e guardarmi accigliato, come ora.
1188
 
1189
--Perdonatemi,--disse Roberto,--ma non posso far forza al mio
1190
naturale. Sotto la forma di uno scherzo vi ho detto poco fa tutto
1191
quello che il mio cuore sentiva. Vi ho profferto sinceramente e
1192
prontamente la mia mano, perchè aveste a scorgere sulle prime la
1193
purità de' miei intendimenti. Era quello il primo omaggio che io
1194
dovevo rendere ad una donna come voi, al primo momento che sentivo di
1195
amarla. Voi mi avete tolto in quella vece per un uomo leggero, per un
1196
di quei capi scarichi che s'innamorano al primo uscio; ed ecco, io
1197
porto la pena di aver fatto un giusto proposito e di non averne subito
1198
dichiarato le lodevoli ragioni....
1199
 
1200
--Ah signore! E credete voi che io non le abbia pensate, tutte queste
1201
cose gentili? Andate, andate a mutar abiti, senza fantasticare più
1202
altro, poichè davvero stillandovi in questa guisa il cervello, non
1203
siete più giusto, nè con voi, nè con me.
1204
 
1205
--Vado, signora, vado; ma ditemi ancora... io vi accompagnerò a casa!
1206
me ne tornerò senza un conforto nel mio solitario quartierino da
1207
scapolo.... E quei due che mi sanno ammogliato... che lo andranno a
1208
ridire....
1209
 
1210
--È vero!--esclamò la sconosciuta, lasciando cadere la sua testolina
1211
leggiadra contro la spalliera della poltrona.--Non ci avevo pensato!
1212
Mi fate adesso riconoscere quanto io abbia operato sconsideratamente
1213
con voi. Oh quanto me ne duole!--
1214
 
1215
E l'espressione del volto di quella donna fu così melanconica, nel
1216
pronunciar ch'ella fece quel suo _me ne duole_, che Roberto Fenoglio
1217
cadde ginocchioni a' suoi piedi, e, prendendola per mano, si fece a
1218
dirle con accento concitato:
1219
 
1220
--Non vi addolorate, per carità! Ho detto una sciocchezza.... Ma dove
1221
diamine l'ho pescata io! Piuttosto che vedervi piangere, mi ucciderei.
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La gente dirà quel che vuole... mi crederà ammogliato; non me ne
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importa; mi condannerò ad un eterno celibato, e non sarà un grave
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sacrifizio per me, dopo quello che vi avrò fatto, di non riuscirvi
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altrimenti molesto. Veduta voi, quale altra donna al mondo amerei?--
1226
 
1227
La pietà traditora inumidì leggermente le ciglia della sconosciuta.
1228
 
1229
--Avvocato,--disse ella con piglio di leggiadra dimestichezza,--voi mi
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accompagnerete; saprete dove sto, ed io vi annunzio fin d'ora che sarà
1231
sempre aperta per un gentiluomo pari vostro la casa di Laura
1232
Moneglia....--
1233
 
1234
La folgore, cascata ai piedi di Roberto, non gli avrebbe fatto più
1235
senso di quel nome e di quel casato che uscivano soavemente dalle
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labbra della sua ospite leggiadra.
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--Che?--gridò egli, balzando in piedi.--La cugina di Felicino
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Magnasco?
1240
 
1241
--Conoscete mio cugino?--dimandò la signora Laura.
1242
 
1243
--Se lo conosco, signora... se lo conosco.... Figuratevi! egli era qui
1244
seduto su quella medesima poltrona, mezz'ora innanzi che giungeste
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voi, e mi stava pregando... mi stava dicendo.... Insomma, oggi stesso
1246
e' doveva presentarmi a voi.
1247
 
1248
--A me? voi? Ah, mi ricordo... mi parlò di un signore, suo amico....
1249
Sicuramente. Infatti il vostro nome non mi giungeva nuovo. Mio cugino
1250
Magnasco parla molto bene, e meritamente, di voi. Orbene, che male c'è
1251
che io sia sua cugina?
1252
 
1253
--C'è, o signora, che voi... già lo sapete... Felicino vi ama....
1254
 
1255
--Orbene, che mi ami!
1256
 
1257
--Ah! sta bene?--dimandò sbigottito Roberto.
1258
 
1259
--Si, certo, ma io non amo lui.--
1260
 
1261
A Roberto Fenoglio fu per balzar fuori un sospiro di contentezza; ma
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si rattenne in tempo.
1263
 
1264
--Lo amerete più tardi;--si provò a dir egli.--Vi piegherete a' suoi
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voti, alle sue preghiere. Felicino è un bel giovane, ha un ottimo
1266
cuore....
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1268
--Tutto ciò che vorrete,--rispose la signora Laura,--ma egli non mi
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piace oggi, e non mi piacerà domani, nè poi.
1270
 
1271
--Egli sta fresco, allora, il mio povero amico; ma cotesto non potrà
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giovarmi, non farà crescere d'un punto le mie speranze, dopo la
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promessa che gli ho fatta....
1274
 
1275
--Che promessa?
1276
 
1277
--Faccio male a dirvelo? Mi pare di no, poichè intanto avevate a
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saperlo!... Di aiutarlo presso la sua divina parente, di persuaderla a
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concedergli la sua mano.
1280
 
1281
--Ah! ah! un mirabile spediente! E come lo ha scelto bene tra
1282
tutti!--gridò Laura, ridendo a più non posso.
1283
 
1284
--Signora, e perchè?
1285
 
1286
--Ma si, lasciatemi ridere per carità! Si vede che il mio cuginetto è
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molto perspicace.
1288
 
1289
--Signora, io non so... non so se debba imbronciarmi o ridere con voi.
1290
 
1291
--Si, ridete, ridete! Tutta questa gaiezza non ha nulla che possa
1292
recare offesa al vostro carattere, ve lo giuro!
1293
 
1294
--Mi fido di voi, bella signora, e rido anche io. Povero Felicino!
1295
 
1296
--Orvia, si fa tardi; andate a vestirvi.
1297
 
1298
--Sì, avete ragione; questa volta vado subito. Due minuti, e torno.--
1299
 
1300
Uscito Roberto dal salotto, Laura rimase sola a pensare. Che cosa
1301
pensasse non vi dirò, poichè non sono mai penetrato nel cuore d'una
1302
donna.
1303
 
1304
Dieci minuti dopo, Roberto Fenoglio ricompariva nel salotto, vestito
1305
da cristiano, col suo abito nero di gala, il pastrano sul braccio e lo
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staio in mano. Come avesse potuto spicciarsi a quel modo non saprei
1307
dirvi. So che l'amore fa miracoli a palate, e non mi stupisco di
1308
questo.
1309
 
1310
 
1311
 
1312
 
1313
V.
1314
 
1315
 
1316
Il mio protagonista, levandosi di dosso quegli abiti da cinese,
1317
tornava quel che era, un simpatico giovinotto, se pure può dirsi
1318
giovinotto chi ha passata di anni parecchi la fatale trentina. La
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signora Laura lo guardò e i suoi occhi manifestarono una lieta
1320
maraviglia. E invero la cosa non poteva essere diversa, poichè
1321
l'avvocato Fenoglio, oltre all'avere un gentile aspetto, era
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innamorato cotto; e l'amore, come tutti sanno (e se qualcheduno nol
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sapesse, glielo dico io), abbellisce la gente, sia che conferisca più
1324
vivacità allo sguardo, sia che impallidisca le guancie, secondo che è
1325
lieto, o sfortunato per coloro che l'hanno nel cuore.
1326
 
1327
Quello di Roberto Fenoglio non potea dirsi ancora nè una cosa, nè
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l'altra; era fresco di un'ora, ma era nato vigoroso come Ercole, di
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cui narra la favola che, stando in cuna, strozzasse colle sue poderose
1330
manine i serpenti. Il desiderio di piacere a quella bellissima donna,
1331
il rispetto che sentiva per lei, sebbene l'avesse conosciuta in così
1332
strana maniera, la stranezza medesima del caso che metteva, sto per
1333
dire, un pizzico di sale su quel negozio, già di per sè saporito
1334
abbastanza, tutto ciò trasfigurava Roberto Fenoglio. Se non temessi di
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farmi dare dell'eretico, direi che quello era il suo Tabor, e che
1336
intorno alle tempie egli ci aveva un'aureola.
1337
 
1338
--Dunque, signora,--diss'egli accompagnando le parole con un
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grandissimo inchino,--poichè così volete, andiamo; io sono ai vostri
1340
comandi.
1341
 
1342
--Voi siete un gentil cavaliere!--rispose la signora Laura.--Andiamo
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dunque; mi sa mill'anni d'essere a casa mia.
1344
 
1345
--Questa sarebbe casa vostra, se voi voleste, o signora....
1346
 
1347
--Pazzo!--interruppe ella, e temperò la frase con un divino
1348
sorriso.--Di ciò mi parlerete più tardi....--
1349
 
1350
Così dicendo ella seguì Roberto Fenoglio nell'anticamera fino alla
1351
porta.
1352
 
1353
E qui avvenne un caso mirabile, strano, bizzarro, non mai più udito,
1354
nè visto; un caso che io potrei darvi ad indovinare alle cento, alle
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mille, alle diecimila, ma tanto e tanto non vi apporreste al vero; un
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caso che parrà inverosimile, e che infatti è inverosimile davvero,
1357
come è spesso inverosimile la verità.
1358
 
1359
Non vi è egli mai avvenuto, o lettori, di vedere un tramonto di sole,
1360
di notarne gli strani colori, i più strani effetti di luce, e dire tra
1361
voi che, se un pittore lo copiasse fedelmente, gli darebbero
1362
dell'esagerato? Non vi è egli mai occorso di udire un fatto, o non
1363
avete nella vostra storia particolare un caso tanto bislacco da farvi
1364
dire, quando ve ne ricordate, che se un romanziere lo raccontasse, non
1365
parrebbe vero a nessuno?
1366
 
1367
Orbene, uno di questi casi occorse per l'appunto ai miei due
1368
personaggi; uno di questi tramonti toccò alla mia narrazione, la quale
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non è un sole pur troppo!
1370
 
1371
Roberto avea posto la mano sulla chiave e faceva girar la stanghetta
1372
per aprire. In quel punto, proprio in quel punto, si udiva una forte
1373
scampanellata. Egli, sebbene quel suono improvviso gli urtasse
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maledettamente i nervi, non fu più in tempo a fermarsi. L'uscio si
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apriva sotto le sue mani, e un uomo si presentava nel vano. Questo
1376
uomo fu sollecito ad entrare, e la prima persona che egli ebbe a
1377
vedere (poichè Roberto, nello aprir l'uscio, si cansava per darle il
1378
passo) fu la bellissima Laura Moneglia.
1379
 
1380
Chi era costui? Perchè al veder quella donna e' dava uno sbalzo
1381
indietro, spalancando tanto d'occhi a guisa di spiritato?
1382
 
1383
Era Felicino Magnasco, che vedeva innanzi a sè la sua crudele cugina.
1384
 
1385
Fu un colpo di scena che io non vi starò a descrivere, e di certo non
1386
potrei se pur lo volessi. Il fatto, l'atto istantaneo, non si dipinge;
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lo scrittore non può mutarsi in fotografo.
1388
 
1389
Felicino Magnasco entrò coll'aria più impacciata che vi possiate
1390
immaginare, e ne aveva ben donde. Roberto Fenoglio non lo era meno di
1391
lui.
1392
 
1393
--Oh, buon giorno, Felicino!--esclamò egli, senza sapere che cosa si
1394
dicesse.--Che buon vento ti porta quassù? Come va la salute?
1395
 
1396
--Bene, grazie; e la tua?
1397
 
1398
--_Optime_, Felicino, optime; e che cosa mi frutta una tua visita così
1399
mattiniera?
1400
 
1401
--Ah sì!...--rispose l'altro.--È un'ora indebita... giungo in mal
1402
punto....
1403
 
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--Ma no, Felicino, ma no... figurati! un amico come sei tu giunge
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sempre gradito.
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1407
--Grazie da capo; ma lasciatemi raccapezzare...--soggiunse Magnasco.
1408
 
1409
--Sì, raccapezziamoci, vuoi sederti un tratto? Signora....--
1410
 
1411
La signora Laura intese com'egli le chiedesse licenza di fermarsi
1412
ancora qualche minuto, e fe' per tornare nel salotto.
1413
 
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--Oh, mi rincresce di recar fastidio....--ripigliò Felicino,--ma
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proprio non capisco... non ricordo più perchè io sia tornato
1416
quassù....--
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1418
E il povero Magnasco, cavato di tasca il fazzoletto, si andava
1419
asciugando il sudore che gli gocciolava in copia dalla fronte.
1420
 
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--Ecco...,--diss'egli, come furono nel salotto,--mi ricordo.... Appena
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ti ho lasciato, son corso verso casa.... Ma ho trovato degli amici
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sotto i portici del teatro Carlo Felice, che uscivano da cena.... Essi
1424
mi hanno trattenuto colle loro chiacchiere.... Poi, sono andato a
1425
casa... ma giunto a mezza scala, mi avvedo che ho dimenticata la
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chiave. Dove posso averla lasciata, se iersera l'avevo? Allora ho
1427
pensato che il mio pastrano l'avevo riposto nella tua anticamera, e
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che per conseguenza.... Ma permettimi, vo subito a vederci; di certo
1429
la è cascata in qualche cantuccio....--
1430
 
1431
E senza aspettar altro, Felicino Magnasco, che non aveva ancora alzati
1432
gli occhi verso la sua cugina, uscì a precipizio dal salotto.
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1434
--Or bene, che si fa?--chiese Roberto alla signora Laura.
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--Che si fa?--rispose ella.--Raccontargli.... È il partito migliore.
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1438
--Oh no, signora, nemmeno per sogno!--disse Roberto.--Egli crederà che
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lo si voglia ingannare. Non c'è di peggio che la verità. E poi avete
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voi un gran tornaconto a scolparvi con lui? Già voi lo amate?
1441
 
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--Ma che! vi pare?
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1444
--Dunque....
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--Dunque, ditegli ciò che vorrete.
1447
 
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--Ampia facoltà?...
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1450
--Pieni poteri.--
1451
 
1452
Era tempo che s'intendessero; Felicino tornava nel salotto.
1453
 
1454
--Ecco la chiave!--gridò egli, entrando col prezioso arnese tra le
1455
dita.--Essa era a terra, di costa al tavolino.
1456
 
1457
--Anch'io ho trovato la mia!--borbottò Roberto Fenoglio, guardando di
1458
sott'occhi madonna Laura.
1459
 
1460
Quindi, fattasi scorrere la palma della mano sulla fronte, come un
1461
uomo che ha presa una deliberazione, entrò a parlare in tal guisa.
1462
 
1463
--Felicino, amico mio, ti presento mia moglie!
1464
 
1465
--Tua moglie!--
1466
 
1467
Questo grido uscì dalla bocca di Felicino Magnasco, come il «_tu
1468
quoque, Brute, fili mi_?» dalla bocca di Cesare. In quel grido si
1469
distingueva la meraviglia, l'ironia, il rimprovero, e Dio sa quante
1470
altre cose ancora!
1471
 
1472
Roberto Fenoglio non s'era vantato oltre i suoi meriti, dicendo com'ei
1473
fosse nato per far l'oratore. Il discorso che gli venne fuori in
1474
quella difficilissima occasione, comunque spezzato dalle necessità del
1475
dialogo, lo ha collocato (nella mia stima, s'intende) all'altezza di
1476
Cicerone e di Demostene.
1477
 
1478
--Felicino,--diss'egli, con accento grave che dimandava altrettanta
1479
gravità dal suo uditore,--ricapitoliamo, e t'avvedrai di non poter
1480
darmi il torto.
1481
 
1482
--Ah, vedremo!--rispose Magnasco.
1483
 
1484
--Sicuro, vedremo, e da senno, non già per mo' d'ironia, come tu dici.
1485
E prima di tutto, che cosa sapevo io de' tuoi disegni matrimoniali con
1486
tua cugina? Innanzi che la signora Laura Moneglia diventasse la
1487
signora Laura Fenoglio, potevo io prevedere che un amico mio l'avrebbe
1488
un giorno chiesta in matrimonio? ed anco pensandolo in anticipazione,
1489
dovevo far io, era egli ragionevole di chiedermi il sovrumano
1490
sacrifizio di rinunziare alla sua mano... che è così bella? Tu non
1491
sarai così crudele da aver di cosiffatte pretensioni, Felicino mio,
1492
non è egli vero? Tu non vorrai inoltre negli amici tuoi, per atto di
1493
amicizia, il dono della profezia!
1494
 
1495
--No certo, io non pretendo tanto.
1496
 
1497
--Or bene? che colpa puoi tu fare a me, se ho sposato la tua leggiadra
1498
e nobilissima cugina... se un matrimonio clandestino....
1499
 
1500
--Ma, signore...--entrò a dir Laura con aria turbata.
1501
 
1502
--Or bene?--disse voltandosi a lei, Roberto Fenoglio.--E i pieni
1503
poteri?--E nell'accento, come nello sguardo di Roberto, c'era tanta
1504
malinconia, che madonna Laura si diè quasi per vinta, e ricadde colla
1505
sua bella testolina inerte sulla poltrona.
1506
 
1507
Roberto Fenoglio proseguì volgendosi all'amico Magnasco:
1508
 
1509
--Io te lo ripeto, che colpa ci ho? Stanotte tu mi cogli alla
1510
sprovveduta, mi tiri un colpo a bruciapelo, chiedendomi di renderti
1511
servizio presso la tua signora cugina.... Io casco dalle nuvole....
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Non so risponderti... non so dirti, spiattellarti la verità... piglio
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tempo, per aspettare il tuo ritorno e raccontarti a mente serena ogni
1514
cosa... ma ecco, tu capiti cinque ore prima; mi trovi solo colla mia
1515
signora... che colpa ci ho io?
1516
 
1517
--Sta bene;--rispose Felicino, mettendo fuori le parole a stento,--ma
1518
tutto ciò non è molto chiaro. A qual pro un matrimonio clandestino?
1519
 
1520
--Ah, per cotesto ti assicuro, Felicino, che ci abbiam avute le nostre
1521
gran ragioni. Io te lo dirò poi.... se la mia signora consentirà.
1522
 
1523
--Felice, io vi giuro....--incominciò la signora Laura.
1524
 
1525
--Che se non fosse mia moglie,--proseguì prontamente Roberto, dandole
1526
sulla voce con molta accortezza,--tu non l'avresti colta in casa mia,
1527
sola, a notte inoltrata.
1528
 
1529
--Mi congratulo con gli sposi!--soggiunse Felicino colla sua aria
1530
imbronciata.--Ma ormai non ci sarà più ragione a nascondere il fatto,
1531
e tu farai pubblica la nuova delle tue contentezze.
1532
 
1533
--Sì, certo, domani stesso; le ragioni che ci hanno fatto tacere e
1534
dissimulare fin qui, son cessate; non è egli vero, Laura?
1535
 
1536
--Voi siete crudele!--mormorò la signora.
1537
 
1538
--Vi ho già detto,--soggiunse egli, curvando la persona verso di lei
1539
per parlarle a mezza voce,--che la verità non sarebbe stata creduta.
1540
 
1541
--Mi accorgo,--notò Felicino,--che ci avete delle tenerezze a dirvi, e
1542
me ne vado. Già non ho sonno, e andrò a fare una cavalcata. Hai veduto
1543
il mio baio, Fenoglio?
1544
 
1545
--Sì, un bell'animale; ma aspetta, usciamo anche noi.--
1546
 
1547
Il bel cuginetto diede una girata sui tacchi, e se ne andò ad ammirare
1548
un quadro appiccato all'opposta parete.
1549
 
1550
Madonna Laura, a sentirlo parlare come aveva fatto allora, fu
1551
costretta a pensare che il suo cugino non si pigliava po' poi grande
1552
rammarico della sua perdita.
1553
 
1554
Felicino era un uomo del suo secolo, o per dir meglio, del suo mezzo
1555
secolo. Il decimonono va diviso in due periodi; il primo è di _Jacopo
1556
Ortis_; il secondo di.... manca il nome, perchè ancora manca il libro,
1557
ma i lettori capiscono.
1558
 
1559
Intanto Roberto conduceva la signora Laura verso la strombatura di una
1560
finestra.
1561
 
1562
--Signora, vi chiedo scusa, ma già ve lo avevo detto.
1563
 
1564
--Sì, sì, ho inteso; m'avete reso pan per
1565
focaccia.
1566
 
1567
--Accettate il mio pane?
1568
 
1569
--Ne parleremo più tardi.
1570
 
1571
--No; ora io debbo mutar registro con vostro cugino. La verità, detta
1572
adesso, senza ch'egli possa sospettare che si voglia mendicar pretesti
1573
con lui, può essere, deve essere creduta.
1574
 
1575
--Ma, signore....
1576
 
1577
--Signora....--
1578
 
1579
Dicendo questa parola, Roberto aveva le lagrime agli occhi. Laura se
1580
ne addiede, e gli stese affettuosamente la mano.
1581
 
1582
--Ah!--gridò egli balzando una spanna da terra.
1583
 
1584
--Che cosa c'è?--chiese Felicino, voltandosi indietro.
1585
 
1586
--C'è, Felicino mio, che la tua bella cugina non è altrimenti mia
1587
moglie.
1588
 
1589
--Come? che dici tu?
1590
 
1591
--Cioè.... mi correggo.... non lo è ancora, ma lo sarà tra breve.
1592
Perdonami, Felicino, ma la gioia mi soffoca. Io non conoscevo tua
1593
cugina. Un caso, nota, un mero caso l'ha condotta qua, questa notte,
1594
per l'uscio che tu, nell'andartene hai lasciato aperto....
1595
 
1596
--Ah, diamine!
1597
 
1598
--Sì, tutto ciò sarebbe troppo lungo a narrarsi ora, ma lo saprai per
1599
filo e per segno più tardi. Il fatto sta che un tessuto di bizzarre
1600
avventure ci ha condotto a questo punto, e che adesso, per la prima
1601
volta, la mia divina fidanzata mi ha sporto la mano.
1602
 
1603
--Adesso!--esclamò Felicino stupefatto.
1604
 
1605
--Adesso, mentre tu stavi guardando quella incisione del Morghen, che
1606
io ti regalo, se la ti va a genio.
1607
 
1608
--No, grazie; non saprei dove metterla.
1609
 
1610
--Come ti piace; ma dimmi, che ora fai?
1611
 
1612
--Che domanda balzana!
1613
 
1614
--Per carità, Felicino, te ne prego, che ora fai? Felicino guardò
1615
l'oriuolo.
1616
 
1617
--Le sei e un quarto!--diss'egli--sei rappattumato cogli orologi?
1618
 
1619
--Sì, Felicino mio; ne comprerò dieci, venti, trenta, ne riempirò
1620
tutte le camere, tutti i bugigattoli di casa; ma tutti segneranno le
1621
sei e un quarto, eternamente le sei e un quarto.
1622
 
1623
--Bravo!--soggiunse Magnasco, sforzandosi a sorridere e non venendo a
1624
capo che di fare una smorfia.--Così non ti seccheranno col loro _tran
1625
tran_.
1626
 
1627
--Certamente; _tu dixisti_! A proposito del _tran_ _tran_, sai tu,
1628
Felicino, che m'hai fatto un vero regalo colla tua teoria dell'ignoto,
1629
del dio Caso e del ragionare coi piedi? Senza quel tuo discorso
1630
eminentemente filosofico, io sarei andato a letto, in cambio di
1631
starmene sdraiato su questo canapè ad aspettare l'ignoto. L'ignoto non
1632
sarebbe venuto senza quell'uscio che tu lasciasti aperto, e il dio
1633
Caso non avrebbe potuto rompere la monotonia dei miei giorni.
1634
Felicino, amico mio; una stretta di mano, e non aver rancore contro il
1635
tuo amico, se gli è stamane più felice di te. Ah, che cosa ne dici di
1636
questo?
1637
 
1638
--Grazioso, e me lo merito! Ma tu mi
1639
racconterai....
1640
 
1641
--Sì, tutto.... se la mia bella fidanzata lo consentirà.
1642
 
1643
--Perchè no?--soggiunse madonna Laura.--Qui non c'è nulla che non si
1644
possa raccontare. Ma andiamo, che già gli è giorno chiaro.
1645
 
1646
--Cugina,--disse Felicino Magnasco,--mi permettete di offrirvi il
1647
braccio? Il mio Roberto non ne sarà mica geloso?
1648
 
1649
--Oh, spero di no!--rispose ella, volgendo a Roberto una di quelle
1650
occhiate che solo le donne sanno dare, e nelle grandi occasioni.
1651
 
1652
 
1653
 
1654
 
1655
VI.
1656
 
1657
 
1658
Lettrici e lettori, qui la mia storia sarebbe finita; ma perchè non
1659
abbiate a dire che io vi ho piantati sul più bello, aggiungerò ancora
1660
poche note, a guisa di epilogo.
1661
 
1662
E _in primis_ vi dirò che, quaranta giorni appresso, Laura Moneglia,
1663
la leggiadra vedova (vedova di due mesi di matrimonio con un decrepito
1664
zio) andava a seconde nozze, anzi a prime, coll'avvocato Roberto
1665
Fenoglio.
1666
 
1667
La cerimonia fu fatta nella aristocratica chiesa della Maddalena.
1668
C'erano parecchi amici, e tra essi Felicino Magnasco, il quale aveva
1669
finalmente saputo tutti i particolari di quella notte bizzarra, e
1670
ancora non potea darsene pace.
1671
 
1672
Gli sposi, appena ebbero detto il dolcissimo sì, partirono alla volta
1673
della campagna. Non talentava loro di andare a Parigi, nè a Londra, nè
1674
cullare i primi giorni di amore tra la polvere delle strade maestre,
1675
l'ingombro delle valigie e la inevitabile filatessa prosaica delle
1676
mille necessità di viaggio, nè far confidente di susurrati discorsi
1677
leggiadri il cortinaggio ristucco di un letto di locanda.
1678
 
1679
Se ne andarono in quella vece ad una villeggiatura di Roberto, posta
1680
mirabilmente su di una collina, di rincontro al mare, graziosa
1681
palazzina di due piani, contornata di fiori, con due falde di vigneti
1682
e di boscaglie, i vigneti a solatìo, le boscaglie a bacìo. I primi
1683
tepori della primavera rinverdivano la natura, smaltando di gaie tinte
1684
il fondo del più bel quadro d'amore che mai potesse immaginare una
1685
mente d'artista.
1686
 
1687
Colassù non vedevano alcuno, nè d'alcuno avevano, o cercavano,
1688
notizia. Giungevano lettere e le lasciavano chiuse nella sopraccarta;
1689
i giornali s'affastellavano sui canterani, accanto alla parete, colla
1690
fascia intatta.
1691
 
1692
Come fu passato un mese di quella vita, si ricordarono un giorno che
1693
avevano promesso di tornare a Genova: ma se ne ricordarono per
1694
guardarsi in viso, ridendo, e dirsi a vicenda che amici e congiunti
1695
potevano aspettarli ancora un bel pezzo.
1696
 
1697
Insomma, ve l'ho a dire? non si mossero per tutta l'estate, e
1698
sarebbero anco rimasti fino a tardo autunno, se la signora Laura non
1699
avesse proprio dovuto andare in città, per certi apprestamenti che
1700
l'accorta lettrice indovina....
1701
 
1702
Il dì della partenza, scesero la collina a passi lenti.... Ella non
1703
era così leggiadra come il primo giorno che era salita lassù, e aveva
1704
bisogno d'un saldo appoggio al braccio di Roberto.
1705
 
1706
Ella e lui, si voltavano indietro ad ogni passo, per guardare il loro
1707
bel nido, che splendeva di rincontro al sole, e andavano ripetendo a
1708
vicenda: «Torneremo? torneremo questa primavera. Oh come ci parrà
1709
lungo il tempo!»
1710
 
1711
E tornarono; ci tornarono tutti gli anni seguenti, e ci torneranno
1712
quest'altro, innamorati come prima, circondati dalla più vispa, dalla
1713
più ricciuta e dalla più leggiadra famigliuola, che abbia mai potuto
1714
desiderare, nei suoi sogni di paternità, il vostro umilissimo servo.
1715
 
1716
 
1717
 
1718
FINE.
1719
EOT;
1720
 
1721
    /*
1722
    End of Project Gutenberg's Una notte bizzarra, by Anton Giulio Barrili
1723
 
1724
    *** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA NOTTE BIZZARRA ***
1725
 
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1786
    paragraph 1.C below.  There are a lot of things you can do with Project
1787
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1788
    and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
1789
    works.  See paragraph 1.E below.
1790
 
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1792
    or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
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    collection are in the public domain in the United States.  If an
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1863
    "Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
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1868
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1876
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1877
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1880
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1881
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1884
      Project Gutenberg Literary Archive Foundation.  Royalty payments
1885
      must be paid within 60 days following each date on which you
1886
      prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
1887
      returns.  Royalty payments should be clearly marked as such and
1888
      sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
1889
      address specified in Section 4, "Information about donations to
1890
      the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
1891
 
1892
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1893
      you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
1894
      does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
1895
      License.  You must require such a user to return or
1896
      destroy all copies of the works possessed in a physical medium
1897
      and discontinue all use of and all access to other copies of
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1899
 
1900
    - You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
1901
      money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
1902
      electronic work is discovered and reported to you within 90 days
1903
      of receipt of the work.
1904
 
1905
    - You comply with all other terms of this agreement for free
1906
      distribution of Project Gutenberg-tm works.
1907
 
1908
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1909
    electronic work or group of works on different terms than are set
1910
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1911
    both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
1912
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1913
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1914
 
1915
    1.F.
1916
 
1917
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1918
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1919
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1921
    works, and the medium on which they may be stored, may contain
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    providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
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    work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
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    Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
1978
 
1979
 
1980
    Section  2.  Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
1981
 
1982
    Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
1983
    electronic works in formats readable by the widest variety of computers
1984
    including obsolete, old, middle-aged and new computers.  It exists
1985
    because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
1986
    people in all walks of life.
1987
 
1988
    Volunteers and financial support to provide volunteers with the
1989
    assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
1990
    goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
1991
    remain freely available for generations to come.  In 2001, the Project
1992
    Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
1993
    and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
1994
    To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
1995
    and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
1996
    and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
1997
 
1998
    Section 3.  Information about the Project Gutenberg Literary Archive
1999
    Foundation
2000
 
2001
    The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
2002
    501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
2003
    state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
2004
    Revenue Service.  The Foundation's EIN or federal tax identification
2005
    number is 64-6221541.  Its 501(c)(3) letter is posted at
2006
    http://pglaf.org/fundraising.  Contributions to the Project Gutenberg
2007
    Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
2008
    permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
2009
 
2010
    The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
2011
    Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
2012
    throughout numerous locations.  Its business office is located at
2013
    809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
2014
    business@pglaf.org.  Email contact links and up to date contact
2015
    information can be found at the Foundation's web site and official
2016
    page at http://pglaf.org
2017
 
2018
    For additional contact information:
2019
        Dr. Gregory B. Newby
2020
        Chief Executive and Director
2021
        gbnewby@pglaf.org
2022
 
2023
    Section 4.  Information about Donations to the Project Gutenberg
2024
    Literary Archive Foundation
2025
 
2026
    Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
2027
    spread public support and donations to carry out its mission of
2028
    increasing the number of public domain and licensed works that can be
2029
    freely distributed in machine readable form accessible by the widest
2030
    array of equipment including outdated equipment.  Many small donations
2031
    ($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
2032
    status with the IRS.
2033
 
2034
    The Foundation is committed to complying with the laws regulating
2035
    charities and charitable donations in all 50 states of the United
2036
    States.  Compliance requirements are not uniform and it takes a
2037
    considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
2038
    with these requirements.  We do not solicit donations in locations
2039
    where we have not received written confirmation of compliance.  To
2040
    SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
2041
    particular state visit http://pglaf.org
2042
 
2043
    While we cannot and do not solicit contributions from states where we
2044
    have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
2045
    against accepting unsolicited donations from donors in such states who
2046
    approach us with offers to donate.
2047
 
2048
    International donations are gratefully accepted, but we cannot make
2049
    any statements concerning tax treatment of donations received from
2050
    outside the United States.  U.S. laws alone swamp our small staff.
2051
 
2052
    Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
2053
    methods and addresses.  Donations are accepted in a number of other
2054
    ways including checks, online payments and credit card donations.
2055
    To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
2056
 
2057
    Section 5.  General Information About Project Gutenberg-tm electronic
2058
    works.
2059
 
2060
    Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
2061
    concept of a library of electronic works that could be freely shared
2062
    with anyone.  For thirty years, he produced and distributed Project
2063
    Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
2064
 
2065
    Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
2066
    editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
2067
    unless a copyright notice is included.  Thus, we do not necessarily
2068
    keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
2069
 
2070
    Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
2071
 
2072
         http://www.gutenberg.org
2073
 
2074
    This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
2075
    including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
2076
    Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
2077
    subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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    */
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